Venerdì mattina
La mattinata passa tranquilla con i “soliti” corti di Anteprima: “La stoffa di Veronica” di Emma Rossi-Landi e Flavia Pasquini, documentario che racconta di una immigrata rumena alle prese con la giustizia italiana, “Che fine ha fatto Joe” di Fabio Martina, racconta una storia di ragazzini delle medie che si coalizzano contro i bulli della scuola e “Di prima scelta” di Valentina Delia Di Domenico, divertente “giallo” con finale (poco) a sorpresa.
A tavola si discuteva della mancanza di film “per il pubblico”. Sembra che i cineasti indipendenti abbiano paura di realizzare un film che possa piacere allo spettatore, preferendo di gran lunga il film “artistico”, di difficile comprensione e sicuramente non adatto ai palati meno fini. L'alternativa è il documentario ma, si sa, l'appassionato di cinema preferisce la storia al documento...


3 Comments:
quella stessa mattina veniva proiettato il corto più affascinante del festival :il palombaro.Secondo questo fantomatico Fab Mad non è stato
proiettato.Il corto non era invisibile.Bastava anche un accenno.Scorrettezza nei miei
confronti, nei confronti dei lettori, nei confronti della direzione artisitica ( in particolare Costa ) che ha selezionato il corto e lo ha messo
in concorso, proprio come tutti gli
altri, scorrettezza nei confronti
del proprio " mestiere " di cronista festivaliero, scorrettezza
ontologica nei confronti della
realtà delle cose.Una sciatteria
d'altri tempi.
riccardo farina,uno dei due autori del Palombaro
apprendo ora che il palombaro è
stato menzionato dalla giuria, quindi non è passato inosservato.
scusate lo sfogo, ma scoccia essere indipendenti e anche invisibili per certa gente come
questo fab mad...tutto è bene quel
che finisce bene, siamo motivati
per continuare e stupire non solo
gli altri ma anche noi stessi.un
saluto.
Si', Fab Mad ringrazia...
E' bello vedere quanto siano umili e modesti alcuni videomaker indipendenti!
Comunque, il mio blog e' assolutamente personale, e, come tutte le cose personali, soffre di mancanze. Non sono un cronista festivaliero ne' un giornalista, ma solo uno spettatore. E, come tale, rivendico il diritto a guardare quello che voglio e quello che posso.
Mi dispiace di non aver assistito al video "...piu' affascinante del festival...", non l'ho fatto di proposito, giuro...probabilmente me lo ritrovero' in altri luoghi...
Complimenti ancora per la modestia!
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