05 giugno 2005

Sabato sera

La serata è completamente dedicata alla festa del 30mo compleanno di "La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone" di Pupi Avati. Il regista è presente in sala e introduce il film raccontando un gustoso aneddoto. Come protagonista principale era stato scelto Paolo Villaggio. Avati, scappato da Bologna a Roma per via di alcuni film assolutamente fallimentari, incontra Villaggio e gli strappa un impegno per recitare nel film. Il problema è che l'attore genovese è noto per la sua inaffidabilità, ma, da buon novellino, il regista non sapeva nulla di questa sua nomea. Il produttore, Giuseppe Bertolucci, comunica quindi ad Avati che la produzione esige che Villaggio firmi ogni pagina della sceneggiatura altrimenti non se ne fa nulla. Inizia una caccia all'uomo che termina al Villaggio Tognazzi, durante il famoso Torneo Tognazzi, durante il quale Paolo Villaggio avrebbe dovuto giocare a tennis con alcuni dei nomi più importanti del cinema italiano. Quando il regista gli comunicò l'esigenza della produzione, Villaggio gli chiese di lasciare il copione in modo da poterlo firmare in seguito. Avati tornò a casa sconsolato, ma 15 giorni dopo arrivò una telefonata di Tognazzi (allora un vero mostro sacro) che aveva letto il copione ed era molto interessato alla parte principale. E così la parte fù assegnata all'attore cremonese e il film fece un salto di qualità, incassando anche abbastanza bene.

Chi ha visto la pellicola in questione sà che il soggetto sembra partorito da un folle: nobili fortemente anticlericali, domestici dediti a rapporti contronatura con statue di marmo, cardinali nudi e puttane che muoiono in odore di santità sono solo alcune delle figure surreali presenti nel film. Ho chiesto personalmente ad Antonio Avati (autore, insieme al fratello e a Gianni Cavina, della sceneggiatura) da dove derivasse il soggetto. Dopo un po' di titubanza, lo sceneggiatore ha confessato che, probabilmente, lo spunto è nato dalla storia di una loro parente, miracolata riconosciuta dalla Santa Sede, che ha avuto alcune spiacevoli disavventure di vita. Questo conferma che, al di là dell'originalità di un testo, tutto nasce da uno spunto di vita reale, da qualcosa che è capitato, che si è sentito dire o in cui ci si è imbattuti per caso o per fortuna. Nel cinema, come nell'arte in generale, nulla nasce dal nulla.

La serata è terminata con una torta gigante, preparata per celebrare il compleanno del film. Pupi e Antonio avati e Gianni Cavina si sono intrattenuti con giornalisti e estimatori al Caffè Silvagni, tra una fetta di torta e un bicchiere di vino.

2 Comments:

At 1:32 PM, Blogger mauricemartin2791 said...

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