Sabato pomeriggio
Il pomeriggio ci riserba delle gradite sorprese. Si comincia con il documentario “Un silenzio particolare” di Stefano Rulli, presentato per il ciclo “Cinema e psichiatria”. Rulli, sceneggiatore molto noto, ci mostra uno spaccato di vita (della sua vita) alle prese col figlio autistico Matteo. Gioie, dolori, incomprensioni e, soprattutto, impegno profuso a piene mani dalla famiglia Rulli, non solo nell'accudire Matteo in maniera non convenzionale (il ragazzo vive per conto proprio con un badante) ma anche nel diventare punto di incontro per ragazzi con diversi problemi di handicap, invitati periodicamente nel loro casale. Il lungometraggio è commovente ma mai patetico, a tratti duro ma sempre molto attento a non trattare nessun aspetto con superficialità o leggerezza. Rulli riesce a catturare lo spettatore con una storia semplice ma, allo stesso tempo, complessa nella sua drammaticità. Da rivedere.
Seguono una serie di corti e medio metraggi presentati nell'ambito della rassegna “Anteprima”, tra i quali vale la pena di segnalare “Nanà” di Giuseppe Varlotta, che si rivela essere il cortometraggio migliore fin qui visionato. Merito soprattutto dell'interpretazione di Bebo Storti e Felice Andreasi, rispettivamente un veterinario e un cercatore di tartufi, alle prese con un cane dalle straordinarie doti: Nanà, per l'appunto. I personaggi sono caratterizzati in maniera esemplare e la sceneggiatura si lascia apprezzare per la propria semplicità e solidità. Il corto è anche impreziosito da un cameo di Mario Monicelli.


0 Comments:
Posta un commento
<< Home