02 giugno 2005

Giovedì mattina

Si comincia, come al solito, senza molte cerimonie. Due parole di benvenuto e subito si passa a presentare l'imponente documentario (83 minuti) fuori concorso, di Federico Greco e Mazzino Montinari: “Fuori Fuoco”. A presentare velocemente il lavoro c'è Greco, veterano bellariese, che cerca di spiegare la tesi esposta nel video. Il tema è trito e ritrito (il terrorismo italiano degli anni 70-80), l'approccio invecve no: perchè il cinema italiano degli ultimi anni non è riuscito a rappresentare al meglio il terrorismo rosso? Il film cerca di dare una risposta a questo quesito intervistando registi, sceneggiatori, storici e brigatisti “irriducibili”, esponendo, al tempo stesso, la propria tesi: il terrorismo non può essere rappresentato appieno se non ci si limita a raccontare le cose, se si tenta, cioè, di interpretare quello che è successo, filtrandolo attraverso la propria coscienza politica o la propria visione artistica. E come riuscire a raccontare oggettivamente le cose se non ricorrendo al cinema di genere? Un cinema senza velleità artistiche o pseudo tali, che fa della forma la propria sostanza e che riuscirebbe (almeno, secondo gli autori) a rappresentare appieno il nocciolo della questione. Il film, pur dilungandosi molto, riesce ad essere sufficientemente affascinante e a tenere sempre viva l'attenzione dello spettatore. Tra gli intervistati, delle vere e proprie star: da Marco Bellocchio a Giuseppe Ferrara, da Maya Sansa a Aurelio Grimaldi. Applausi sul finale.